Eurocons è una società specializzata in consulenza aziendale per le piccole e medie imprese. Operativa dal 1994, le principali aree nelle quali si concentra oggi il suo servizio sono: finanza agevolata; consulenza gestionale; sistemi per la qualità; consulenza direzionale e strategica; consulenza nelle energie rinnovabili. La società associa quasi quarantamila imprese italiane. Eurocons è anche socia di controllo in Euroenergy, realtà attiva nel settore del risparmio energetico e delle energie rinnovabili. Accanto alla società opera Eurofidi, il principale Confidi in Italia. Le attività di consulenza aziendale di Eurocons e i servizi di garanzia di Eurofidi sono connotati dal marchio Eurogroup.
lunedì 16 aprile 2012
On line www.trovagevolazioni.it
Eurocons è una società specializzata in consulenza aziendale per le piccole e medie imprese. Operativa dal 1994, le principali aree nelle quali si concentra oggi il suo servizio sono: finanza agevolata; consulenza gestionale; sistemi per la qualità; consulenza direzionale e strategica; consulenza nelle energie rinnovabili. La società associa quasi quarantamila imprese italiane. Eurocons è anche socia di controllo in Euroenergy, realtà attiva nel settore del risparmio energetico e delle energie rinnovabili. Accanto alla società opera Eurofidi, il principale Confidi in Italia. Le attività di consulenza aziendale di Eurocons e i servizi di garanzia di Eurofidi sono connotati dal marchio Eurogroup.
giovedì 12 aprile 2012
Il PIL prodotto dagli stranieri in Italia
In Italia le 454mila imprese condotte da stranieri contribuiscono alla creazione del 5,5% del valore aggiunto nazionale. A livello territoriale si possono identificare delle regioni che più di altre mostrano un "contributo straniero" alla ricchezza prodotta più elevato: si tratta della Toscana con il 7,7% del valore aggiunto prodotto da imprese a conduzione straniera, seguita da Emilia Romagna (6,7%) e Friuli Venezia Giulia (6,4%). Ad eccezione dell'Abruzzo che si colloca in questa classifica al quarto posto a livello nazionale, l'Italia si divide in due: al Centro e al Nord dove il contributo degli immigrati si fa più forte, e al Sud dove l'incidenza del lavoro straniero si arriva appena al 2,5% in regioni quali la Campania e la Basilicata.
Complessivamente le imprese condotte da stranieri concorrono alla creazione di un valore aggiunto che si aggira attorno al 76 miliardi di . Tra tutte le regioni la Lombardia è quella in cui la componente straniera produce in assoluto la maggiore ricchezza in termini di valore aggiunto superando i 18 miliardi di (quasi un quarto del totale del valore aggiunto prodotto in Italia dalle imprese condotte da stranieri). Segue a ruota il Lazio (con 9 miliardi di ), il Veneto (10,8%) e l'Emilia Romagna (10,7%).
Tra i diversi settori di attività, quello delle costruzioni mostra un maggior contributo degli immigrati alla produzione di valore aggiunto: si tratta del 13,8% di tutta la ricchezza creata dal settore. Segue a ruota il comparto del commercio (con il 10,1% della produzione complessiva), la manifattura (6,6%) e i servizi alle persone (6,3%). Ma sono le aziende che operano nei servizi alle imprese che nel complesso concorrono alla creazione della maggiore ricchezza in termini assoluti: infatti si tratta di quasi 21 miliardi di (il 27,6% del totale), seguito dai servizi alle persone con 19,7 miliardi di (26,1%).
L'apporto delle imprese condotte da stranieri in termini di creazione di valore aggiunto si differenziano tra regione e regione e tra settore e settore. Si può osservare come nelle aree del Nord gli stranieri siano più attivi nel comparto delle costruzioni, mentre nelle aree meridionali si tratta del commercio.
Nello specifico le regioni che mostrano il maggior contributo straniero alla creazione di valore aggiunto nell'edilizia sono la Liguria (21,5%), la Toscana (21,3%) e l'Emilia Romagna (21,1%). Per quel che riguarda il commercio è la Calabria la regione in cui il contributo straniero si fa più evidente seguito dalla Sardegna (12,5%). La Toscana si differenzia inoltre per la maggiore partecipazione straniera nella manifattura (15,2%), mentre la Lombardia per i servizi alle imprese (5,9%) e alle persone (9,3%).
Milano City Marathon, con 240 atleti al via: Whirlpool fa il record di partecipanti
Whirlpool stabilisce un nuovo record già al nastro di partenza: sono 240 gli iscritti con la casacca bianca della multinazionale leader degli elettrodomestici, quaranta in più del 2011. Nell'ultima edizione l'organizzazione le assegnò un riconoscimento per il gruppo con la più alta partecipazione femminile, cinquanta, numero salito quest'anno a 61, per una percentuale superiore al 25%. «Dopo il successo riscosso nel 2011 ci siamo impegnati per battere il nostro record -dice Stefano Balzardi, Vice President Procurement & Quality Whirlpool EMEA, oltre che appassionato maratoneta e promotore della partecipazione-. C'è un importante risvolto di aggregazione nella pratica sportiva, che in azienda è sempre stata coltivata dai tempi della Ignis di Giovanni Borghi, ma in più, quest'anno, grazie alla partnership tra la maratona ed Expo 2015, si parla di temi che saranno centrali nella grande kermesse del 2015, alimentazione, salute e benessere. Sono valori molto sentiti da Whirlpoool e centrali nella sua politica». Infatti, sulla maglia degli atleti Whirlpool saranno presenti due loghi, Quality First, il programma di controllo della qualità aziendale, e Health Works, il programma che racchiude tutte le iniziative (corsi, screening, buone pratiche) rivolte ai dipendenti in tema di salute e benessere nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Dei 240 partecipanti del gruppo, 236 gareggeranno nella staffetta, dando vita a 59 squadre, 4, invece, correranno per intero gli oltre 42 chilometri che si snodano nel percorso fra Rho Fiera e piazza Castello. Fedele alla propria natura di multinazionale, Whirlpool schiera quindici nazionalità e aggrega una squadra molto speciale, non formata da dipendenti ma da quattro amministratori di Comerio (il Comune in provincia di Varese dove ha sede il Centro Operativo Europeo della multinazionale) capeggiati dal sindaco Silvio Aimetti, a dimostrazione del legame che l'azienda intrattiene con il territorio. Fra le cinquantanove squadre si è scatenata una vera e propria gara di inventiva nella scelta dei nomi: da Forever young (in cui gareggiano i vice presidente Stefano Balzardi e Francesco Sportorno) a Diversamente giovani, da Lepri a riposo a Pronti al peggio, da Le Gazzelle (formazione di sole donne) a Leoni a caccia di gazzelle (quartetto di soli uomini), da le farfalle di Belen a Quelle della pausa pranzo, da Alla frutta a Le Schegge; oltre ai diversi quartetti del GAM (Gruppo Cral Maratoneti) e al poker degli atleti della Canottieri Gavirate. Fra le curiosità i quasi cinquant'anni che separano il più vecchio dal più giovane partecipante: Salvatore Torre è del 1946, Andrea Rizzi del 1995. «Alla maratona ci stiamo preparando con apposite sessioni di training da febbraio - riferisce Luciano Rech, presidente del Gam e mente organizzativa in azienda della partecipazione alla maratona - ma ci sono anche colleghi che approfittano della pausa pranzo per tenersi in allenamento. A dimostrazione che la maratona sia diventata un appuntamento fisso nel calendario delle iniziative di primavera in Whirlpool, qualche settimana fa abbiamo ospitato il professor Enrico Arcelli per una conferenza su alimentazione e sport: è un taglio più scientifico per affrontare più preparati quella che è diventata per molti una passione».
giovedì 5 aprile 2012
Informazione on line, i siti web spariti
C'è un'ampia galassia di siti web che, con formati diversi, offrono news e riflessioni che non è azzardato definire, a volte, anche di alto livello.
L'informazione che transita nell'universo internettiano ha superato prove importanti e indubbi ostacoli, primi tra tutti, l'iniziale diffidenza (legittima) del pubblico internauta e le scelte di editori improvvisati.
Editori improvvisati, non particolarmente motivati e che non furono particolarmente avvezzi a riconoscere il valore di quanto, almeno in una fase iniziale, i propri redattori avevano creato.
Editori che avrebbero fatto meglio a occuparsi di altro e a lasciare uno spazio maggiore a chi materialmente contribuiva ad aggiungere un vero valore, giorno dopo giorno e articolo dopo articolo, al sito web di informazione on line.
In altre parole, bisogna riconoscere che alcuni progetti di alcuni anni fa, che stavano passando da una fase di rodaggio a una fase di valida realtà consolidata (e chissà con quali interessanti sviluppi), sono stati letteralmente buttati nel cestino dai rispettivi editori.
Il nostro gruppo di analisti e osservatori del "mondo web che informa" ha individuato tre esempi classici di come, prima, si crea un sito web di informazione on line ricco di contenuti interessanti e, poi, per ragioni che sembrano sfuggire all'umana comprensione, si manda tutto all'aria, abbassando il livello di ciò che si pubblica, non pensando più al "chi è che ci legge?" e, alla fine, considerati i risultati ai limiti del disastro, si chiude con la disattivazione definitiva.
Ed ecco gli esempi più eloquenti.
Anno 2000, viene attivato on line un sito web che si occupa di nuove tecnologie, Internet, comunicazione e marketing: IDEAWEB. La grafica è un po' elementare, non viene pubblicato molto, ma agli occhi più attenti non sfugge la qualità dei contenuti innovativi. Siamo in piena esplosione del World Wide Web in Italia e chi cerca informazioni settoriali per aggiornarsi (per lavoro o per studio), trova in IDEAWEB qualcosa di interessante. Se ne parla in un paio di occasioni seminariali (a Milano e a Bologna): il sito piace e sembra promettere piuttosto bene. Ma passano sì e no un paio di anni e i contenuti diventano banali e sempre meno originali. Sparisce (giustamente). Veniamo a sapere che l'editor era una persona che, preso dalla passione per certe discipline, aveva creato e gestiva il sito con entusiasmo, ma, poi, venne fuori che la sua era stata solo una voglia momentanea. Peccato.
Passiamo a un altro caso.
MEDIA&CULTURA: il sito web, con formato tipo gli attuali blog, viene attivato nel 2001. Parla di comunicazione, cultura, letteratura, Internet. Vengono pubblicate interviste a docenti, ricercatori, viaggiatori (per lavoro o per passione) e a letterati. Forse, è un po' troppo di nicchia, ma lo stile divulgativo degli articoli è di indiscutibile valore. Il giornale culturale on line è interessante e ricco di spunti, tanto che un paio di giornalisti (uno di Milano e uno di Roma) non mancano di trarre qualche spunto per nuovi servizi proprio da MEDIA&CULTURA. I redattori sono in maggioranza giovani ed estremamente motivati. Poi, quando meno te lo aspetti, il proprietario del sito ha una bella pensata: basta con Internet, si passa al cartaceo. Non essendoci i presupposti e dopo un paio di uscite tipo free press, realizzate inviando l'omonimo giornale di carta a una nutrita lista di nominativi scelti un po' a caso, l'esperienza si chiude, dato che il budget è stato completamente prosciugato per la stampa e per l'invio postale. Insomma, una fine assurda che, a distanza di anni, ha tutto il sapore del più feroce degli harakiri di giapponese memoria.
Altro caso che ha dell'incredibile è quello di AZIENDENEWS: il portale di informazione economica che viene attivato on line nel 2001. L'inizio è subito buono: divisi per rubriche (marketing, comunicazione, export, risorse umane, Internet, ecc.), i contenuti sono di buon livello e, dopo una breve fase forse un po' troppo accademica durata non più di qualche mese, AZIENDENEWS diventa una delle realtà più interessanti e promettenti dell'inizio decennio. Non pochi articoli vengono ripresi da siti "istituzionali" (camere di commercio e associazioni industriali) e sono citati nel corso di workshop economici in cui si parla di aziende, marketing e trend economici. Gli stessi editoriali del direttore richiamano un buon tasso di interesse, ponendo a occhi attenti tematiche e riflessioni dense di spunti. Il portale viene citato in un ampio gruppo di siti web come "link consigliato". Poi, accade l'inatteso. Quando arriva il momento di fare un ulteriore salto di qualità, quello decisivo, l'editore opta per articoli di livello inferiore e dagli argomenti inflazionati. Contemporaneamente, cambia il direttore: arriva una persona fresca di laurea in lettere e filosofia (bellissima facoltà universitaria, ma che c'entra con l'economia?) che, poco tempo dopo, lascia l'incarico per andare a insegnare alle scuole elementari. Il sito rimane inattivo per un po' e, alla fine, sparisce dal World Wide Web senza lasciare traccia.
Nessuno può affermare che costruire una buona realtà di informazione on line sia facile, ma i presupposti per fare e per fare bene ci sono sempre, a patto di avere idee chiare, motivazioni serie, capacità di afferrare e di comprendere sia le necessità e sia le aspettative dei lettori internauti.
L'unico paradigma valido rimane:
EDITORE MOTIVATO + REDAZIONE DI MESTIERE = INFORMAZIONE ON LINE
A.INF.O.L. - Associazione Informazione On Line
L'illuminazione diventa intelligente
Prezzistop, il nuovo metodo per comparare i prezzi
mercoledì 4 aprile 2012
Gli italiani preferiscono i liquori tipici
Ma il limoncello ad esempio, apprezzato da un target di consumatori sempre più ampio, che spazia dai più giovani sino alle fasce di clienti più maturi fa registrare consumi interessanti.
Qualche difficoltà in più, invece, per altre tipologie di liquori a base frutta, quali per esempio il meloncello o il mandarinetto. Decrescita anche per la Sambuca, un tempo il classico correggi-caffè.
Un segmento di mercato in crescita è rappresentato, invece, dai liquori regionali.
Negli ultimi anni si registra infatti un'attenzione crescente, da parte della clientela, verso cibi e bevande legate al territorio di origine come nocino, fragolino, gineprino, grappa, centerbe, etc.
Il consumatore ricerca le tipicità locali perché sono sinonimo di filiera corta e di tracciabilità degli ingredienti utilizzati e perché questi liquori regionali danno maggiori garanzie di mantenere immutate le proprie caratteristiche organolettiche.
Va da sé che questa tipologia di prodotto sia, per sua natura, più "di nicchia", e meno facile da trovare nei punti vendita della Gd. Le tipicità regionali sono vendute, cioè, prevalentemente nei negozi specializzati.